Un giorno di qualche mese fa passeggiavo nel bosco con mio fratello e i cani.
Non ricordo le parole esatte, ma mi disse qualcosa che suonava più o meno così:
“Hai presente quando mi hai detto che la maggior parte dei problemi dei cani nasce dal fatto che non fanno abbastanza i cani?”

Da sola probabilmente questa frase vuol dire poco: riassume un discorso lungo che abbiamo fatto durante molte altre passeggiate.
Sintetizzando molto, significa che spesso i problemi che sono chiamato a risolvere con il mio lavoro nascono dal mancato soddisfacimento di alcuni bisogni specie-specifici, ovvero di bisogni che i cani hanno in quanto cani. Permettere ai cani di soddisfare questi bisogni, ovvero “fare i cani”, spesso è sufficiente per risolvere i problemi più comuni. Attenzione, non cadete nel tranello di pensare che sia facile, perché è tutto un sottile gioco di compromessi: molti proprietari vivono in città e lavorano tutto il giorno, ma “far fare il cane al cane” richiede molta natura, molto tempo, molto impegno. Un educatore cinofilo che si limitasse a dire “compra una casa in campagna, lascia il lavoro, fai 5 ore di passeggiata al giorno e vedrai che il cane smette di tirare al guinzaglio” non è di aiuto per nessuno.

Fare i cani allora si riduce all’osso (passatemi il gioco di parole): tutti i giorni dovranno avere la loro dose di attività fisica, attività olfattiva, relazioni sociali piacevoli con altri cani, cibo sano, attività masticatorie, coccole, riposo, gioco, attività che richiedono concentrazione… e la lista continuerebbe. La cosa difficile è che il tutto deve essere compatibile con la vita del proprietario. Almeno settimanalmente dovranno avere la loro passeggiata in libertà nella natura e dovranno svolgere un’attività con il proprietario in cui sentirsi bravi e utili.

Ma torniamo al discorso a cui facevo riferimento all’inizio:
“Hai presente quando mi hai detto che la maggior parte dei problemi dei cani nasce dal fatto che non fanno abbastanza i cani? Ecco, secondo me per le persone è lo stesso”.

Chi si è minimamente interessato al tema della felicità penserà che sia una conclusione banale. E in un certo senso lo è: fare attività fisica, mangiare sano, stare nella natura, coltivare le relazioni sociali piacevoli… non sono certo delle novità!

Quello che però mi sembra meno banale, e mi ha suscitato la voglia di condividere questa riflessione con voi, è il fatto che soddisfacendo i bisogni del cane stiamo soddisfacendo anche i nostri.

Spesso ho la sensazione che il dialogo con il cane sia di questo tipo “tu mi fai star bene, io ti voglio bene, e quindi soddisfo i tuoi bisogni, anche se non li condivido” invece che un più sensato “visto che abbiamo gli stessi bisogni, tanto vale soddisfarli insieme. Ah, e grazie per avermelo fatto notare”.

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