Per “socializzazione” si intende il complesso processo attraverso il quale l’individuo diventa un essere sociale, integrandosi in un gruppo sociale o in una comunità. La socializzazione riflette il contesto sociale dello sviluppo dell’individuo e il rapporto dinamico tra individuo e società.

cane felice

Un cane socializzato è un cane che ha una adeguata risposta comportamentale ad un determinato stimolo. Tende cioè a comportarsi in maniera consona alla situazione in cui si trova.

La fase di vita migliore per ottenere questo risultato è proprio il “periodo di socializzazione”, stadio dello sviluppo comportamentale che va indicativamente dai 2 ai 4 mesi di età.

È il periodo in cui il cucciolo si fa un’idea del mondo che lo circonda, incasellando le esperienze vissute come “normali”.

Questo anche grazie ad uno stato fisiologico che lo porta ad una sorta di ottimismo; riesce quindi a vivere come positive anche esperienze più “stressanti”, o comunque sarà disposto a ripeterle dando la possibilità di modificare la prima impressione che si è fatto di un certo evento.

I primi etologi che studiarono lo sviluppo comportamentale del cane dissero che è come se il cane viaggiasse su un treno all’interno di una galleria e che dai due ai quattro mesi ne uscisse, potendo quindi guardare il mondo dal finestrino prima di rientrarvi. Buio, luce, buio.

In maniera meno drastica io paragonerei la socializzazione ad imparare come si va in bici.

Provate ad insegnarlo a un bambino di 5-6 anni e sarà facilissimo convincerlo a risalire in sella dopo ogni caduta, lo farà con entusiasmo e imparerà in fretta.

Provate ad insegnarlo ad un bambino di 10 anni e già dovrete sperare che tutto fili liscio e non abbia cadute gravi nei primi giorni di esercizio.

Mettete in sella un adulto che non è mai stato in bici e probabilmente sarà paralizzato dalla paura e imparerà con enorme difficoltà, sempre se ci riuscirà.

Con il cane il discorso è lo stesso e, come per la bici, una volta imparato non si scorda più!

Un cane ben socializzato da cucciolo sarà un adulto più calmo ed emotivamente stabile, essendosi creato una idea molto ampia del mondo. Ha quello che a livello tecnico si definisce un ampio set di mantenimento.

Tutto quello che fa parte del set di mantenimento non richiederà una risposta emotiva significativa, lo stato emotivo viene mantenuto quindi invariato ed in equilibro. Tutto ciò che si discosta da questo set invece ha un effetto alterante. Va da sé che più ampio è il set e meno il cane andrà incontro a stress, beneficiandone ogni giorno.

Ma quindi quali sono le esperienze da far fare al proprio cucciolo? Il maggior numero possibile!

Ogni esperienza vissuta aggiunge un tassello alle conoscenze del cane e più sono varie, più è probabile che le nuove che arriveranno non saranno poi niente di particolarmente spaventoso. Un cane che è abituato a viaggiare in auto, pullman e tram non troverà degno di agitazione un viaggio in treno, per esempio, anche se non c’è mai salito.

Ovviamente non possiamo far vivere ogni cosa possibile al nostro cucciolo, anche soltanto per mancanza di tempo, perciò è fondamentale ricercare attivamente e dare la precedenza alle esperienze e ai luoghi con i quali il cane verrà a contatto meno spesso, in base al contesto in cui vive e alla vita che conduce.

In città richiederà meno impegno l’abitudine al traffico, agli spostamenti su vari mezzi, ai rumori e alla folla. Perlomeno sono attività che non avremo bisogno di programmare ma che si possono vivere in ogni passeggiata fatta in un contesto urbano, al contrario di esperienze come un giro in bosco o in campagna, che andranno invece organizzate per far avere un quadro più ampio di cosa il cane potrà incontrare nella sua vita.

Un cane che vive in campagna è più facile che si abitui alla libertà, ad ambienti boschivi e alla presenza di altri animali mentre andranno programmati giri in città per fargli conoscere i rumori delle macchine, i motorini o semplicemente tutti gli odori tipici di un luogo densamente popolato da persone e cani.

Come si struttura al meglio una esperienza di socializzazione?

L’ideale è quello di andare per gradi, andando cioè ad aumentare piano piano l’intensità e la durata dello stimolo a cui il cane è sottoposto, badando ogni volta che l’esperienza sia stata positiva o che perlomeno il cucciolo sia riuscito a mantenere o raggiungere la calma in quella nuova situazione.

Ad esempio i primi spostamenti in macchina potrebbero essere brevi e sempre per raggiungere posti dove il cucciolo si può divertire, magari prima di andare al mercato cercheremo posti affollati ma meno caotici, prima di andare al centro commerciali lo porteremo in negozi e botteghe più piccole, prima di portarlo in un ristorante o fast food proveremo il bar sotto casa.

La capacità di raggiungere la calma è particolarmente importante in esperienze che per loro natura portano il cucciolo ad agitarsi molto, come l’incontro con altri cani: qui è fondamentale che impari ad interagire e comunicare con i suoi conspecifici non soltanto saltando, giocando e mordendo, ma capendo che può anche ignorarli o fare altre attività in loro presenza.

È bello vedere il proprio cane giocare con tutti quanti, ma altrettanto utile è l’incontro con cani che pongano al cucciolo dei limiti. In questo modo non si crea un’idea falsata di interazione con i propri simili e il cane impara che non sempre e non con tutti possono giocare, interagire e comunicare alla stessa maniera.

Per rendere un’esperienza positiva possiamo accompagnarla ad altre attività o cose che al vostro cucciolo piacciono, come il suo gioco preferito o qualche crocchetta/bocconcino.

Per quanto in questo periodo siano più ottimisti di un adulto questo non vuol dire che non provino paura, disagio o agitazione vivendo queste nuove esperienze! Basta però avere un minimo di sensibilità per rendersi conto di quando si sta correndo troppo ed è meglio rallentare un pochino il processo e quando invece si può accelerare perché tutto va al meglio.

Se poi ci si rende conto che il cane ha una tendenza a chiudersi in sé stesso e vivere con agitazione qualsiasi nuova situazione conviene rivolgersi ad un educatore o a un veterinario esperto in comportamento per valutare insieme come gestire e strutturare nel modo più opportuno queste attività.

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